Sublimazione inversa
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Sublimazione inversa dettaglio
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Sublimazione inversa

Terra refrattaria cotta in riduzione in segatura 150x150x30 cm
2018

 

Quest’opera nasce dal processo inverso che solitamente l'artista utilizza nei suoi lavori.

Normalmente infatti cerca di non rivelare immediatamente la forma e di farla ricercare all’osservatore, ponendolo in uno stato di contemplazione davanti alla proprie pitture, paesaggi intimi e misteriosi.

In Sublimazione inversa tuttavia, le forme sono nettamente tangibili e inequivocabili, si manifestano come pietre pesanti e dure, e creano una sensazione di smarrimento per la collocazione che assumono, fisse alla parete, in uno spazio verticale dove da sole non potrebbero stare, dove l’equilibrio dato dalla forza di gravità si ricrea in una sorta di galassia galleggiante.

 

Dopo aver quasi raggiunto la purezza tanto ricercata in alchimia, l'artista ha voluto fare un passo indietro affinché la materia si manifestasse in quanto tale e risultasse irriconoscibile a un occhio non esperto. La ceramica, con la sua malleabilità nella trasformazione e con la sua grande forza, la ha aiutata a rendere solido il gassoso attraverso una fluidità che non permette di affermare se quest’opera appartenga all’aria, alla terra o al fuoco in quanto ciascuno di questi tre elementi ha contribuito alla nascita e trasmutazione del lavoro da dipinto a installazione, da oggetto tridimensionale a forma tangibile e tattile.

 

La sublimazione intesa come ricerca del puro in Alchimia e come passaggio di stato in chimica, qui, agisce all’inverso. E la trasmutazione avviene in egual misura, è solo necessario stabilire un punto di partenza, e quello dell'artista è stato l’ambizione di rendere visibile l’invisibile tramite la ceramica e l’incertezza della tecnica.